{"id":527,"date":"2014-11-07T21:03:30","date_gmt":"2014-11-07T21:03:30","guid":{"rendered":"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/?p=527"},"modified":"2025-02-26T13:20:54","modified_gmt":"2025-02-26T13:20:54","slug":"sisto-giriodi-con-gli-occhi-di-ghirri-fotografia-come-festa-mobile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/2014\/11\/07\/sisto-giriodi-con-gli-occhi-di-ghirri-fotografia-come-festa-mobile\/","title":{"rendered":"Sisto Giriodi &#8211; Con gli occhi di Ghirri. Fotografia come festa mobile"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_549\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/bd29.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-549\" class=\"size-thumbnail wp-image-549\" src=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/bd29-150x127.jpg\" alt=\"Sisto Giriodi_Atlante piemontese\" width=\"150\" height=\"127\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-549\" class=\"wp-caption-text\">Sisto Giriodi_Atlante piemontese<\/p><\/div>\n<p>Testo di Sisto Giriodi tratto dal suo intervento al convegno \u2018L\u2019esperienza del luogo\u2019: Italian photography, writing and landscape. Luigi Ghirri, his contemporaries, his legacy.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il programma proponeva molti temi, tutti belli, ne ho scelti due:\u00a0 la \u2018lettura\u2019 di fotografie (mie) e la \u2018eredit\u00e0\u2019 del lavoro di Ghirri, ma sono temi che non si possono esaurire in venti minuti, cos\u00ec toccher\u00f2 solo alcuni\u00a0 punti, restando disponibile per eventuali approfondimenti. Io sono stato architetto, fino a due anni fa, e fotografo dilettante da sempre; non ho conosciuto Luigi Ghirri, e anche il suo lavoro l\u2019ho conosciuto tardi, nel 1986, nelle immagini esposte alla Triennale di architettura di Milano; sul catalogo c\u2019era un suo testo, e forse perch\u00e9 citava un blues triste di John Lee Hooker, \u00e8 stato amore a prima vista\u2026 Negli amori a prima vista per\u00f2 \u00e8 facile vedere quello che vogliamo vedere, quello che non c\u2019\u00e8, cos\u00ec io, fermandomi alla superficie, ho preso\u00a0 il suo lavoro per un caso di realismo, ingenuo e sentimentale. Ci sono voluti anni per capire che invece, come canta Neil Young: &#8216;there\u2019s more in the picture, than meets the eye&#8217;. Alla notizia della sua morte, ho scritto a Paola\u00a0per dirle\u00a0 che Luigi mi aveva insegnato a guardare il mondo, che avrei continuato a guardarlo con i suoi occhi, e Paola mi ha risposto che la mia lettera era la pi\u00f9 bella che avesse ricevuto. Dire &#8216;con gli occhi di Ghirri&#8217; \u00e8 stata allora una scelta impulsiva, una promessa avventata,\u00a0 parlare oggi di eredit\u00e0 \u00e8 una questione delicata. Ma ci sono delle coincidenze sorprendenti; infatti posso dire di aver guardato il mondo con i suoi occhi addirittura prima di conoscerlo: quando a Torino, nei primi\u00a0 anni \u201880, mi sono messo a\u00a0 catalogare le mille case \u2018geometrili\u2019 degli anni \u201950, le pareti dai decori astratti, che\u00a0 ho ritrovato dopo nelle villette del suo <em>Catalogo <\/em>del 1972; o quando,\u00a0 pi\u00f9 tardi, per una ricerca universitaria dovevo fotografare le sponde \u2018urbane\u2019 della Dora, e ho deciso di provare a fotografarle\u00a0 tutte di seguito: un lavoro che adesso per me richiama quello che Ghirri aveva\u00a0 fatto per il muro dell\u2019autodromo di Modena , coperto di pubblicit\u00e0: due sguardi lunghi centinaia di metri.<\/p>\n<div id=\"attachment_555\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/43p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-555\" class=\"size-thumbnail wp-image-555\" src=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/43p-150x127.jpg\" alt=\"Sisto Giriodi_Atlante piemontese\" width=\"150\" height=\"127\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-555\" class=\"wp-caption-text\">Sisto Giriodi_Atlante piemontese<\/p><\/div>\n<p>I miei progetti fotografici, ancora oggi,\u00a0 maturano lentamente, cos\u00ec solo alla fine degli anni \u201990, ho cominciato sul serio a guardare il mondo con gli occhi di Ghirri, e hanno preso forma due progetti fotografici, nati da frequentazioni ripetute per anni: nelle campagne pugliesi il primo e nelle campagne del Basso Piemonte l\u2019altro. Il Basso Piemonte, dove sono nato, \u00e8 stato per me quello che l\u2019Emilia \u00e8 stata per Ghirri, una terra piena di\u00a0 echi, di\u00a0miti enigmi, e la campagna pugliese, guardata prima da architetto, ha rivelato temi \u2018ghirriani\u2019;\u00a0 guardando a Ghirri, fin dall\u2019inizio questi erano\u00a0 progetti di \u2018atlanti personali\u2019, lavori \u2018aperti\u2019 di lunga durata, nei quali le immagini erano come frammenti di un racconto, come sogni:\u00a0 dai due Atlanti, che hanno l\u2019uno migliaia, l\u2019altro centinaia di immagini,\u00a0 ho scelto dei paesaggi, che sono paesaggi che hanno sempre\u00a0 dentro qualche cos&#8217;altro, si capisce che sono paesaggi \u2018abitati\u2019, colti per\u00f2 in un momento di solitudine, che hanno il loro punctum in una traccia della presenza dell\u2019uomo.<\/p>\n<div id=\"attachment_556\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/ai31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-556\" class=\"size-thumbnail wp-image-556\" src=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/ai31-150x127.jpg\" alt=\"Sisto Giriodi_Atlante piemontese\" width=\"150\" height=\"127\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-556\" class=\"wp-caption-text\">Sisto Giriodi_Atlante piemontese<\/p><\/div>\n<p>Cosa vuol dire &#8216;con gli occhi di Ghirri&#8217;? credo che siano le sue immagini, le sue parole, che lievitano dentro di me, che guidano il mio sguardo a ri-conoscerle in quello che incontro nei miei vagabondaggi: \u00e8 una cosa che succede e non posso che dire &#8216;grazie&#8217;. Le parole chiave del convegno sono luogo e paesaggio, due esperienze che per\u00f2 non coincidono, il luogo essendo ad una scala ridotta rispetto al paesaggio aperto: Ghirri non fa distinzioni, ma nel suo &#8216;Atlante\u2019 ci sono pi\u00f9 luoghi che paesaggi, e non ci sono solo luoghi e paesaggi. Lui \u00e8 riuscito a non \u2018specializzarsi\u2019,\u00a0 a non fotografare solo luoghi e paesaggi, ma un po\u2019 di tutto, passando con leggerezza dal tavolo,\u00a0 al letto, alle stanze, alle case, alle strade e alle piazze delle citt\u00e0, all\u2019aperto della campagna, del mare, al cielo sulla sua testa, in una sequenza continua, che mi ricorda quella costruita da\u00a0 Perec nel suo <em>Specie di spazi<\/em>. Ma a rendere comunque riconoscibile il suo lavoro, che cosa unifica\u00a0 tutti questi scatti, queste immagini? Mi viene da dire: il suo sguardo. Ma cosa vuol dire il suo sguardo? Vuol dire che cosa guarda, come lo guarda, e lui guarda quello che ama, realt\u00e0 miti, con uno sguardo mite; dire mite per\u00f2 non basta, \u00e8 una risposta da letterato, non da fotografo, cos\u00ec provo a dire: lui guarda il mondo standogli di fronte e poi,\u00a0 dopo gli inizi con apparecchi e pellicole standard, lucidamente, ha fatto una scelta insolita: un apparecchio dal formato (quasi) quadrato, l\u2019obiettivo &#8216;normale\u2019, per restituire la visione \u2018umana\u2019 del mondo, ma, nel formato\u00a0 quadrato il mondo \u00e8\u00a0 dolcemente compresso al centro l\u2019occhio non pu\u00f2 scappare di lato, distrarsi, il mondo \u00e8 disarmato di fronte a lui disarmato;\u00a0\u00e8 come\u00a0 guardare\u00a0 il mondo\u00a0 nel palmo della\u00a0 mano (Dylan) in una stanza (Rossi);\u00a0 \u00e8 questo uno sguardo antico, che viene da lontano, \u00e8 lo sguardo di Rossi, con cui Ghirri condivide l\u2019interesse per lo spazio teatrale, fino a vedere la casa, la bottega, la citt\u00e0, come spazi teatrali; il suo \u00e8 quindi uno sguardo mentale, che non aderisce al mondo, perch\u00e9 pensa le cose come immagini, e le immagini come pensieri.<\/p>\n<div id=\"attachment_551\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/bq30.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-551\" class=\"size-thumbnail wp-image-551\" src=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/bq30-150x126.jpg\" alt=\"Sisto Giriodi_Atlante piemontese\" width=\"150\" height=\"126\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-551\" class=\"wp-caption-text\">Sisto Giriodi_Atlante piemontese<\/p><\/div>\n<p>Anche\u00a0 nel mio Atlante ci sono pi\u00f9 luoghi che paesaggi,\u00a0 e non ci sono solo luoghi e paesaggi, ma anche \u2013 come in una canzone di Dylan \u2013 apparizioni: sfingi di bronzo, castelli crollati, porte murate, arcobaleni e note in cielo, barche nei prati, specchi e tombe sulle strade; anche\u00a0 in altri lavori, ritornano gli echi, le coincidenze col lavoro di Ghirri:\u00a0 cos\u00ec nel caso del \u2018catalogo\u2019 delle bandiere arcobaleno, lavoro che si \u00e8 capito cosa fosse solo alla fine, perch\u00e9 fotografare la stessa parola centinaia di volte su sfondi sempre diversi, si \u00e8 rivelata\u00a0 un\u2019operazione concettuale, come quelle di Ghirri sulle parole trovate per strada,\u00a0 nella quale la\u00a0parola \u2018pace\u2019 diventa la didascalia delle immagini, che infatti evocano la pace domestica della vita quotidiana; cos\u00ec nel caso dei rebus murali grandi come le\u00a0 case di un piccolo paese, enigmi che conducono a introdurre delle parole nelle immagini affrescate; cos\u00ec ancora nell\u2019Atlante parigino, anche questo cominciato senza un progetto preciso, se non il ricordo di qualche foto di Ghirri, che solo adesso, dopo dieci anni e centinaia di foto, rivela un senso inatteso: se gli \u2018atlanti\u2019 mi hanno portato a riconoscere come mia un\u2019idea di fotografia come antropologia visiva, definizione che potrebbe valere anche per tutto il lavoro di Ghirri, l\u2019Atlante di Parigi, mi ha suggerito un\u2019altra\u00a0 definizione: fotografia come\u00a0 \u2018festa mobile\u2019-\u00a0 cos\u00ec era Parigi per Hemingway &#8211;\u00a0 che mi sembra una definizione nuova e molto bella anche dell\u2019idea di fotografia di Luigi Ghirri.<\/p>\n<div id=\"attachment_552\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/cp19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-552\" class=\"size-thumbnail wp-image-552\" src=\"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/files\/2014\/11\/cp19-150x127.jpg\" alt=\"Sisto Giriodi_Atlante piemontese\" width=\"150\" height=\"127\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-552\" class=\"wp-caption-text\">Sisto Giriodi_Atlante piemontese<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo di Sisto Giriodi tratto dal suo intervento al convegno \u2018L\u2019esperienza del luogo\u2019: Italian photography, writing and landscape. 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