{"id":504,"date":"2014-10-06T20:28:12","date_gmt":"2014-10-06T20:28:12","guid":{"rendered":"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/?p=504"},"modified":"2025-02-26T13:20:54","modified_gmt":"2025-02-26T13:20:54","slug":"viaggi-lenti-e-sghembi-fra-marche-e-abruzzo-di-paolo-merlini-e-maurizio-silvestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staffblogs.le.ac.uk\/luigighirri\/2014\/10\/06\/viaggi-lenti-e-sghembi-fra-marche-e-abruzzo-di-paolo-merlini-e-maurizio-silvestri\/","title":{"rendered":"Sara Bonfili &#8211; \u2018Viaggi lenti e sghembi\u2019 fra Marche e Abruzzo di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>Testo di Sara Bonfili<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riguardo il sodalizio che pu\u00f2 instaurarsi tra fotografi e scrittori, i marchigiani Paolo Merlini e Maurizio Silvestri possono essere citati come esempi di viaggiatori-osservatori che fanno del reportage giornalistico una buona scusa per far letteratura, e del viaggio lento un modo per scoprire paradisi italiani dimenticati o sottovalutati. Perch\u00e9 tra i ricordi di viaggio de <em>Un altro viaggio nelle Marche<\/em> (Roma: Exorma, 2012) e\u00a0<em>Dove comincia l\u2019Abruzzo<\/em>\u00a0(Roma: Exorma, 2014) c\u2019\u00e8 spazio per le digressioni musicali e poetiche, per la parola del critico letterario Massimo Raffaeli, per le storie raccolte per strada, per gli insegnamenti del fotogiornalista Mario Dondero e per le immagini che altri fotografi o gli stessi autori hanno inserito a corredo della narrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per scrivere un libro serve il braccio destro del fotografo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo Merlini \u2013 Avere un fotografo vicino significa avere un complice sempre a portata di mano. Il fotografo capta attimi spesso indescrivibili e li eterna in un fotogramma. La fotografia, come il racconto, \u00e8 sempre un \u2018esserci stato\u2019 a differenza del film che \u00e8 un \u2018esserci\u2019 ripetibile&#8230; Non so se mi spiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Maurizio Silvestri \u2013 Per la mia esperienza, quando scatti non puoi scrivere, quando scrivi non puoi scattare. Sono due gesti che implicano un coinvolgimento totale della testa e del cuore, richiedono dedizione e concentrazione verso il soggetto, paesaggio o persona che sia, per cercare di coglierne l\u2019essenza. Il lavoro di un fotografo con una sensibilit\u00e0 analoga \u00e8 il complemento ideale per il lavoro di ogni scrittore di reportage. Sono due percorsi che si integrano e che si completano a vicenda. L\u2019esempio delle foto di Dondero ma anche di Cicconi Massi nel nostro primo libro <em>Un altro viaggio nelle Marche<\/em> \u00e8 lampante. Sono foto scattate in tempi e luoghi diversi delle Marche, tuttavia sembra che il testo sia stato scritto apposta per quelle foto e viceversa.\u00a0Un altro esempio del genere sono le foto di Philippe S\u00e9clier che accompagnano il libro di Pasolini <em>La lunga strada di sabbia <\/em>(Roma: Contrasto, 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quanto l\u2019insegnamento dei vostri fotografi di riferimento influenza il vostro reportage di viaggio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PM \u2013 I fotografi che ci accompagnano sono degli anarchici educati e gentili col prossimo. Viaggiando con loro ho imparato che, in un certo qual modo, noi che raccontiamo un viaggio, dipendiamo dalle persone che incontriamo sulla strada. Scrivere di viaggio \u00e8 un po\u2019 come fotografare in analogico: solo a posteriori, quando sviluppi la pellicola vedi se la foto e il racconto che porta con s\u00e9 \u00e8 venuta bene, come quando rileggi gli appunti dal taccuino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">MS \u2013 Forse mi hanno insegnato pi\u00f9 l\u2019esperienza e la vita di fotografi come Robert Capa ma soprattutto l\u2019esperienza impagabile di aver viaggiato con Mario Dondero, una vera leggenda vivente, un maestro assoluto del reportage umanistico. Il suo approccio situazionista ai luoghi e alle persone, la sua etica, la sua caparbiet\u00e0 nella ricerca della rappresentazione della verit\u00e0, fedele alla regola della scuola ungherese (\u201cla migliore propaganda \u00e8 la verit\u00e0\u201d) \u00e8 il mio insegnamento e modello ideale nella scrittura di reportage di viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I ritratti fotografici come l\u2019ascolto delle esperienze, della parlata e l\u2019osservazione dell\u2019impronta locale: una riflessione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">MS \u2013 I bravi fotografi riescono a caratterizzare i personaggi cogliendo la sostanza, ottenendo un risultato migliore dello scrittore che cerca di restituire a penna, non avendo un supporto sonoro, la potenza della parlata dialettale. Comunque in entrambi i casi ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 instaurare un rapporto di empatia con il soggetto che si aprir\u00e0 al reporter, e la caratterizzazione avverr\u00e0 di conseguenza, come insegna un grande maestro come Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quale pu\u00f2 essere oggi l\u2019insegnamento di Luigi Ghirri?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">MS \u2013 Al tempo della stesura di <em>Un altro viaggio nelle Marche<\/em> ho cercato molto il suo <em>Viaggio in Italia<\/em>, anche se purtroppo non sono riuscito a vedere quel libro. Tuttavia sento molto vicino l\u2019approccio alternativo e innovativo di quel viaggio. Di fatto \u00e8 lo stesso che abbiamo cercato di replicare io e Paolo nel nostro reportage.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Progetti in cantiere o appena realizzati?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PM \u2013Ti lascio con una citazione a tema e molto eloquente: \u201cGli uomini fanno progetti e gli Dei sorridono\u201d (Meir Shalev). Comunque consulto sempre gli orari dei treni e dei traghetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">MS \u2013 I viaggi non finiscono mai. Prendendo in prestito la celebre frase di Josef Koudelka, \u201cViaggio per non diventare cieco\u201d, il viaggio \u00e8 una dimensione necessaria. Saremo per po\u2019 in giro con <em>Dove comincia l\u2019Abruzzo<\/em>\u00a0e ogni viaggio, lento e sghembo ovviamente, \u00e8 per noi occasione di arricchimento e un potenziale nuovo reportage. Uno dei progetti desiderati \u00e8 ripercorrere su corriere locali il viaggio da Ventimiglia a Trieste che Pasolini fece in 1100 nera nel \u201859. Sarebbe un bellissimo viaggio da fare e da raccontare. Magari con la collaborazione di pi\u00f9 fotografi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo di Sara Bonfili Riguardo il sodalizio che pu\u00f2 instaurarsi tra fotografi e scrittori, i marchigiani Paolo Merlini e Maurizio Silvestri possono essere citati come esempi di viaggiatori-osservatori che fanno del reportage giornalistico una buona scusa per far letteratura, e del viaggio lento un modo per scoprire paradisi italiani dimenticati o sottovalutati. 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